CIBI E BEVANDE

Le migliori specialità di Milano:

  1. Risotto alla milanese: il risotto alla milanese è senza dubbio la bandiera di Milano. Segno distintivo è l’uso dello zafferano, ingrediente che regala alla specialità la sua colorazione preziosa.
  2. Cotoletta alla milanese: la cotoletta alla milanese è uno di quei piatti entrati nella tradizione culinaria italiana senza sforzi. La sua panatura croccante e la carne saporita la rendono un piatto ottimo per grandi e più piccoli.
  3. Ossobuco: l’ossobuco è uno dei piatti tipici della cucina milanese, spesso accompagnato da un “letto” di risotto. Il nome deriva dal dialetto ossbus, che significa osso bucato e che indica il pezzo di carne utilizzato: fette di stinco di vitello con la loro morbida carne attorno e l’osso al centro pieno del suo midollo, vera delizia della pietanza da gustare.
  4. Cassoeula: è il piatto piuttosto elaborato e molto calorico che più caratterizza la cucina milanese: la “cassöeula”, a base di maiale e verze.
  5. Panettone: il panettone. Dolce tipico di origine meneghina è diventato il simbolo del Natale in tutta Italia. Tra chi lo vuole tradizionale con i canditi e chi preferisce le sue versioni più alternative e moderne, è un must per una vacanza gastronomica a Milano.
  6. Barbajada: è una bevanda tipica milanese, nata a inizio ‘800 e rimasta in voga fino alla metà del secolo scorso. Si prepara con caffè e cioccolata ed è perfetta per accompagnare i dolci o per una pausa gustosa.

Le migliori specialità di Rimini e Ravenna:

  1. Piadina romagnola: la si può trovare dei gusti più vari, sebbene le più amate siano quelle ripiene dello squacquerone di Romagna o dei salumi di Mora. Gli ingredienti base della piadina sono pochissimi: farina, acqua, sale e strutto.
  2. Squacquerone: la Romagna è famosa per la produzione di formaggi, riconosciuti a livello internazionale. Tra i più conosciuti c’è lo squacquerone, un formaggio DOP che viene prodotto con il latte intero.
  3. Passatelli in brodo: sono una delle zuppe più famose della Romagna, una vera delizia per il palato!
    La pasta, preparata con uova, pangrattato e Parmigiano, viene lavorata con il ferro fino ad ottenere dei grossi spaghettoni rustici. Vengono solitamente serviti nel brodo di pesce, anche se oggi esistono diverse versioni ed è possibile trovarli anche asciutti, come con ragù o salsiccia e rucola.
  4. Sangiovese Superiore: il vino romagnolo per eccellenza è il Sangiovese DOC , che sia novello, superiore o riserva.
  5. Strozzapreti: sono un tipo di pasta, una specialità tipica della tradizione culinaria romagnola di origini antichissime. La loro particolare conformazione, però, li rende anche adatti a essere consumati con sughi a base di carne e di verdure, perché il condimento viene avvolto completamente.
  6. Sugolo: chiamato sugol o sugoli, è una specie di budino preparato con mosto d’uva. i sugoli venivano preparati con il mosto d’uva freschissimo, cotto insieme alla farina. Semplice ma gustoso!
  7. Dora: una delle birre della Romagna ad alta fermentazione, dal colore giallo dorato, aroma erbaceo e di frutta fresca, gusto delicato e rinfrescante, ideale in tavola o all’aria aperta.

Le migliori specialità di Roma:

  1. Supplì: Pronto, chi parla? Diffidate dalle imitazioni: la vera supplì (sì, è femmina come le arancine) è, o almeno dovrebbe essere, al telefono. Queste deliziose palline di riso impanate e fritte nella loro ricetta originale sono talmente ripiene di provatura (formaggio filante simile alla mozzarella) che, una volta aperte, formeranno un lungo filo: come quello del telefono, per chi se lo ricorda naturalmente.
  2. Carciofi alla giudìa: piatto tipico della tradizione giudaico-romanesca, questa frittura di carciofi.
  3. Filetti di baccalà: altro protagonista della tradizione ebraica, il baccalà fritto in padella è un’istituzione romana dello street food. Considerato un ingrediente della cucina povera.
  4. Pandorato: snack d’altri tempi fatto con pane raffermo inzuppato in latte e uova e poi fritto.
  5. Gnocchi alla romana: l’anima degli gnocchi ala romana è infatti il semolino cotto nel latte, impastato con le uova e infine gratinato con abbondante burro e Parmigiano.
  6. Saltimbocca alla romana: Queste fettine di vitello cucinate con burro e vino bianco hanno una bellissima spilla di prosciutto crudo e salvia, coppia inossidabile tenuta insieme dall’immancabile stuzzicadenti.
  7. Maritozzo: Il maritozzo con la panna alla mattina è un momento più sacro della messa: questo panino dolce di pasta lievitata nasce come dolce quaresimale e all’inizio non prevedeva affatto la farcia cremosa, piuttosto l’impasto era comunemente arricchito da pinoli, uvetta e arancio candito.
  8. Coda alla vaccinara: la coda alla vaccinara è una specialità romana al 100%, nata nel cuore della Capitale e ad oggi uno dei capisaldi della cucina rustica dell’Urbe. Grazie alla lunga cottura, la succulenta ciccia della coda si staccherà dall’osso e vi si scioglierà in bocca, mentre potrete inzuppare il pane nel densissimo sugo che accompagna la carne. Gli ingredienti tradizionali di base sono solitamente quattro: coda di bue, salsa di pomodoro, cacao amaro e il sellero, ovvero il sedano come detto dai romani.
  9. Bucatini all’amatriciana: i bucatini all’amatriciana fanno parte della trinità delle pastasciutte romane, insieme alla carbonara e alla cacio e pepe. Grande classico presente in ogni menù romano, l’amatriciana trova la sua massima espressione quando preparata con i bucatini, pomodori San Marzano, guanciale di Amatrice e pecorino romano DOP.
  10. Tonnarelli cacio e pepe: il possente tonnarello trova la sua massima espressione nella cremosità dellasalsa cacio e pepe.I tonnarelli sono una pasta all’uovo che ricorda uno spaghetto quadrato piuttosto spesso, poroso abbastanza da impregnarsi della salsa di pecorino.
  11. Puntarelle con salsa di alici: i contorni romani per eccellenza sono l’insalata di puntarelle e la cicoria ripassata in padella. Perfette per accompagnare secondi piatti di carne, questi due ortaggi della campagna laziale sono un caposaldo della romanità in cucina, di cui sembrano essere il riassunto perfetto: rustici, dal sapore forte, ma estremamente nutrienti.
  12. Trippa alla romana: la trippa è ricavata da diverse parti dei pre-stomaci del bovino ed appartiene al celebre quinto quarto, cioè alla parte meno pregiata dell’animale: gli altri quattro quarti erano infatti destinati alla nobiltà e al clero. Nella ricetta tradizionale, la trippa è tagliata a striscioline e cotta con abbondante pomodoro, cipolla, pecorino romano, vino bianco e mentuccia, una delle erbe regine della cucina romana. 
  13. Spaghetti alla carbonara: se hai fame e dici “Roma”, pensi immediatamente agli spaghetti alla carbonara. La carbonara è un piatto imperdibile per chiunque sia in visita sui sette colli, onnipresente nei menù di tutti le trattorie e adorato in egual misura dai romani e dai turisti.  Una manciata di ingredienti, mescolati insieme nei modi e nei tempi giusti, che fa venire fame al solo leggerli: spaghetti, guanciale, tuorli d’uova, pecorino romano e pepe macinato fresco. 

Le migliori specialità di Firenze:

  1. Bistecca alla fiorentina: si tratta di lombata di vitellone di razza chianina dalla caratteristica forma a TI (la T-bone steak degli amanti del bbq anglosassoni). Il peso si aggira intorno al chilo-chilo e mezzo, l’altezza si eleva ai 5-6 centimetri. Buona fortuna se dovete finirla da soli!
  2. Schiacciata: è una focaccia soffice all’olio, un prodotto tipico d’adozione: l’origine non è circoscritta al territorio urbano ma a quello regionale.
  3. Lampredotto: in questo caso abbiamo due fette di pane (semelle) riempite di succulente interiora: se sull’isola protagonista era la milza, qui a Firenze lo sfidante è lo stomaco bovino.
  4. Zuccotto: dolce tipico fiorentino, si tratta di pan di Spagna imbevuto di alchermes e farcito di ricotta, canditi e mandorle. 
  5. Ribollita: una delle zuppe toscane più famose. Il riutilizzo nasce come al solito da esigenze di economia domestica, in questo caso strettamente contadina visto che gli elementi principali della zuppa provengono direttamente dall’orto: fagioli cannellini e borlotti si uniscono alle tre sfumature di verde di cavolo nero, verza e cappuccio.
  6. Chianti: vino toscano considerato il “principe di tutti i vini”

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